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Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

Utilità

Valori bassi per cipresso e nocciolo

17/01/2020 - Valori bassi per i pollini allergenici del periodo, cupressacee e corilacee (nocciolo). La liberazione del polline di cipresso è cominciata nella seconda metà del mese di dicembre, ma il peggioramento delle condizioni meteorologiche di fine anno, con le precipitazioni anche nevose, ha ridotto fortemente la loro presenza. L’ultimo campionamento settimanale ha rilevato solo pochissimi pollini di cupressacee, nocciolo (corilacee), parietaria (urticacee) e mercorella (euforbiacee), ma la tendenza è all'aumento.

Il polline di cupressacee mediamente comincia a raggiungere valori medio/alti di concentrazione non prima della metà del mese di gennaio; nel 2010, 2011 e 2016, invece, si è verificata un’anticipazione, perché abbiamo registrato concentrazioni alte già prima della fine di dicembre. Una delle ragioni, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre fino maggio-giugno. I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Il nocciolo (genere Corylus), insieme ai carpini bianco e nero (generi Carpinus e Ostrya) appartiene alla Fam. delle Corylaceae (allergenicità medio/alta) ed è, tra essi, il primo a fiorire. I suoi amenti (particolari infiorescenze pensili a grappolo), infatti, si formano in autunno e i primi pollini si rilevano già a dicembre.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa) è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno.

La mercorella (Mercurialis annua, L.) è una pianta erbacea spontanea molto comune in Italia; appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, fiorisce tutto l’anno.

In questo periodo è presente nell’aria qualche granulo di polline di frassino meridionale. La sua fioritura normalmente passa inosservata a causa del maltempo che di solito caratterizza il periodo e che ripulisce l’atmosfera anche da quei pochi pollini che ancora vi si trovano. Questo frassino, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa (M.Bieb. ex Willd.) Franco & Rocha Alonso, ha una fioritura ben distinta nel tempo da quella degli altri frassini (frassino comune, orniello, ecc.), che liberano il polline in primavera, e anche dagli altri alberi della sua famiglia, le oleacee, il cui esponente di maggior rilievo è ovviamente l’olivo (fioritura maggio-giugno).

Uno degli scopi del monitoraggio aerobiologico, se non il più importante, è proprio quello di controllare costantemente l’andamento delle fioriture e segnalare le variazioni di concentrazione dei differenti pollini allergenici, in modo che gli interessati possano “difendersi” nel miglior modo possibile.

( Maria Corona – 17 gennaio 2020)


 
   

 
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