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Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

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Tempo di composite o asteracee

18/08/2016 - Carica pollinica invariata negli ultimi 7 giorni, circa 20 Pollini al m3. Sono aumentati, però, i pollini di composite (artemisia e ambrosia), urticacee (parietaria e ortica) e cheno/amarantacee (amaranto e chenopodio). Quelli di composite in particolare sono i pollini caratteristici del periodo agosto-settembre. Ancora presenti plantaginacee e graminacee, queste ultime in esaurimento. La tendenza è all’aumento per composite, cheno/amarantacee e cannabacee, stazionari o in diminuzione gli altri pollini.

Le Compositae o Asteraceae sono una grande famiglia di piante, prevalentemente erbacee, le cui fioriture coprono gran parte dell’anno, anche se il periodo di maggiore presenza del loro polline nella nostra zona è quello dei mesi di agosto e settembre. Tra quelle più importanti dal punto di vista allergenico ricordiamo i generi: Ambrosia spp (luglio-settembre); Artemisia spp (luglio-novembre); Achillea spp (maggio-settembre); Bellis spp. (gennaio-dicembre; novembre/dicembre-giugno); Taraxacum spp (febb-giugno); Cichorium spp, cicoria, (luglio- ott); Helianthus spp, girasole, (luglio-ottobre).
Tra le composite merita un cenno speciale l’ambrosia, originaria del Nord America, i cui semi (dotati di appendici che consentono loro di attaccarsi facilmente e che ne favoriscono la dispersione) sono arrivati in Italia, probabilmente, mescolati a quelli dei cereali da lì importati (alcuni sostengono che siano giunti al seguito delle truppe americane durante la 2a guerra mondiale). Comunque sia arrivata, l’ambrosia sta avendo negli ultimi anni una rapida ed intensa diffusione anche in Italia, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E’ altamente allergizzante e, spesso, provoca asma. Da noi non è ancora diffusa, tuttavia il suo polline viene talvolta rinvenuto sui vetrini del monitoraggio. Essendo molto piccolo e leggero, infatti, si sposta facilmente con i venti, anche a grandi distanze.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc. Le piantaggini (P. lanceolata L., P. major L., P. lagopus L.) hanno nomi comuni molto curiosi: lanciuola, lingua di cane, orecchio di lepre.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e, nel periodo tardo primaverile/estivo, viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Per cheno/amarantacee si intendono sostanzialmente i due generi Chenopodium e Amaranthus, appartenenti rispettivamente alle famiglie delle chenopodiacee e delle amarantacee, i cui pollini, molto simili morfologicamente, vengono contati insieme nel monitoraggio aerobiologico. Sono piante erbacee molto diffuse e infestanti delle colture agrarie; la loro rilevanza allergologica è comunque piuttosto scarsa.

( M. Corona – 18 agosto 2016 )


 
   

 
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