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Allergia e pollinosi

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Diminuzione di graminacee e olivo, castagno in evidenza

19/06/2020 - All’approssimarsi della stagione estiva stiamo attraversando un periodo di elevata variabilità meteorologica, che vede alternarsi, anche nella stessa giornata, fasi soleggiate e fasi piovose. Questo naturalmente influenza la quantità di polline rilevabile nell’aria. La carica pollinica totale, da tre settimane è di circa un centinaio di pollini al m3. Abbiamo attraversato la fase di picco della fioritura di graminacee e oleacee, temibili allergeni per i pollinosici. Il valore massimo di concentrazione per le graminacee è stato registrato il 3 giugno e per le oleacee il 19 maggio. Il polline di olivo è in netta diminuzione, quello di graminacee si è ridotto, ma continuerà ad essere ancora presente anche con valori medio/alti. Nell’ultima settimana di campionamento i pollini più numerosi sono stati quelli di: graminacee, urticacee (parietaria e ortica), oleacee (olivo, ligustro, frassino) e plantaginacee tutti con un livello medio/alto di concentrazione. Continua ad aumentare il castagno (fagacee), per ora presente con valori bassi, come anche poligonacee e cheno/amarantacee. Tendenze per i prossimi giorni: in aumento urticacee e fagacee; stazionari o in diminuzione gli altri pollini.

Quelle che chiamiamo comunemente graminacee sono piante erbacee che appartengono alla grande famiglia botanica delle Poaceae o Gramineae. Esse si trovano dappertutto sul pianeta, a tutte le latitudini (praterie, savane, steppe, ecc.), soprattutto negli spazi aperti, oltre a comprendere i cereali, coltivati da sempre dall’uomo a scopo alimentare; nella nostra regione mediterranea si trovano in tutti gli habitat (boschi, prati, ruderi, prati incolti, bordi delle strade, ecc). Per fare qualche esempio, sono graminacee i generi: Poa, Bromus, Phleum, Agropyron, Cynodon, Dactylis, Lolium, Triticum, Avena, Hordeum, Secale, Zea, ecc. Sono piante anemofile e, come tali, producono grandi quantità di polline, grazie anche alla particolare struttura delle loro infiorescenze, le spighe o pannocchie, costituite a loro volta da spighette in cui si raggruppano i piccoli fiori, dotati di antere peduncolate pendule. Il polline di graminacee è al primo posto in assoluto nel mondo come agente di pollinosi e l’espressione “hay fever”, febbre da fieno, utilizzata nei paesi anglosassoni per definire la pollinosi, fa riferimento proprio a queste erbe che costituiscono il fieno.

Alla Famiglia delle Oleaceae appartengono due generi molto rilevanti per chi è allergico al polline: l’olivo (Gen. Olea) e il frassino. I diversi frassini (Fraxinus excelsior L. il frassino comune, Fraxinus ornus L. l’orniello, ecc.), liberano il polline in primavera (tranne il F. meridionale che fiorisce in inverno), mentre l’esponente di maggior rilievo della famiglia a cui sono allergiche molte persone, soprattutto nell’Italia meridionale è l’olivo, che fiorisce da maggio a giugno.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc.

Per Chenopodiacee/Amarantacee si intendono i pollini di due famiglie, molto simili al microscopio, appartenenti ai generi Chenopodium e Amaranthus. Le Chenopodiacee sono piante erbacee e arbustive, quasi ubiquitarie. La specie che si incontra con più facilità è il Chenopodium album L. (farinaccio), presente nei coltivi abbandonati, nelle scarpate e lungo le strade.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae.Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e, nel periodo tardo primaverile/estivo, viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Alla famiglia delle Fagaceae appartengono piante molto importanti, perché sono i componenti principali delle nostre foreste: faggi (gen. Fagus, querce (gen. Quercus) e castagno (gen Castanea). Faggi e querce iniziano a fiorire in aprile, il castagno comincia a liberare il polline a fine maggio/giugno.

(Maria Corona – 19 giugno 2020)


 
   

 
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