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Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

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Diminuiscono pollini e spore

24/08/2018 - Ulteriore diminuzione della carica pollinica nell'ultima settimana, favorita anche dalle precipitazioni piovose. Il livello medio di concentrazione è stato raggiunto solo dal polline di composite (artemisia) e plantaginacee; valori bassi per urticacee (parietaria e ortica), graminacee, cheno/amarantacee, cannabacee (luppolo). Per i prossimi giorni saranno stazionari o in diminuzione tutti i pollini rilevati.
Dimezzata la concentrazione media settimanale delle spore di Alternaria a causa dell'abbassamento delle temperature. Solo negli ultimi due giorni della settimana ha superato la soglia di scatenamento della sintomatologia allergica di 100 spore al m3. Non si prevedono cambiamenti.

Pollini e spore non sono la stessa cosa, pur essendo sia gli uni che le altre strutture riproduttive, vengono prodotte da organismi appartenenti diversi a Regni della Natura: rispettivamente Piante e Funghi. Contengono perciò molecole diverse, cioè allergeni diversi. Alcune spore, come i pollini, sono responsabili di riniti allergiche molto insidiose, perché possono insorgere durante tutto l’arco dell’anno, trovandosi più facilmente le spore anche all’interno delle case e, a partire dalla tarda primavera, in abbondanza anche nell’aria esterna.

Le Compositae o Asteraceae sono una grande famiglia di piante, prevalentemente erbacee, le cui fioriture coprono gran parte dell’anno, anche se il periodo di maggiore presenza del loro polline nella nostra zona è quello dei mesi di agosto e settembre. Tra quelle più importanti dal punto di vista allergenico ricordiamo i generi: Ambrosia spp (luglio-settembre); Artemisia spp (luglio-novembre); Achillea spp (maggio-settembre); Bellis spp. (gennaio-dicembre; novembre/dicembre-giugno); Taraxacum spp (febb-giugno); Cichorium spp, cicoria, (luglio- ott); Helianthus spp, girasole, (luglio-ottobre).
Tra le composite merita un cenno speciale l’ambrosia, originaria del Nord America, i cui semi (dotati di appendici che consentono loro di attaccarsi facilmente e che ne favoriscono la dispersione) sono arrivati in Italia, probabilmente, mescolati a quelli dei cereali da lì importati (alcuni sostengono che siano giunti al seguito delle truppe americane durante la 2a guerra mondiale). Comunque sia arrivata, l’ambrosia sta avendo negli ultimi anni una rapida ed intensa diffusione anche in Italia, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E’ altamente allergizzante e, spesso, provoca asma. Da noi non è ancora diffusa, tuttavia il suo polline viene talvolta rinvenuto sui vetrini del monitoraggio. Essendo molto piccolo e leggero, infatti, si sposta facilmente con i venti, anche a grandi distanze.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e, nel periodo tardo primaverile/estivo, viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Quelle che chiamiamo comunemente graminacee sono piante erbacee che appartengono alla grande famiglia botanica delle Poaceae o Gramineae. Esse si trovano dappertutto sul pianeta, a tutte le latitudini (praterie, savane, steppe, ecc.), soprattutto negli spazi aperti, oltre a comprendere i cereali, coltivati da sempre dall’uomo a scopo alimentare. Il polline di graminacee è al primo posto in assoluto nel mondo come agente di pollinosi e l’espressione “hay fever”, febbre da fieno, utilizzata nei paesi anglosassoni per definire la pollinosi, fa riferimento proprio a queste erbe che costituiscono il fieno.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc. Le piantaggini (P. lanceolata L., P. major L., P. lagopus L.) hanno nomi comuni molto curiosi: lanciuola, lingua di cane, orecchio di lepre.

( M. Corona – 24 agosto 2018 )


 
   

 
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