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Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

Utilità

Non c’è polline nell’aria

14/12/2017 - Non ci sono pollini nell'aria in questo periodo; nell'ultima settimana è stato rilevato solo qualche sporadico granulo di euforbiacee (mercorella) e cupressacee. Non si prevedono cambiamenti.

Il polline di cupressacee mediamente comincia a raggiungere valori medio/alti di concentrazione non prima della metà del mese di gennaio; nel 2010, 2011 e 2016, invece, si è verificata un’anticipazione, perché abbiamo registrato concentrazioni alte già prima della fine di dicembre. Una delle ragioni, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre fino maggio-giugno. I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

La mercorella (Mercurialis annua, L.) è una pianta erbacea spontanea molto comune in Italia; appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, fiorisce tutto l’anno.

Uno degli scopi del monitoraggio aerobiologico, se non il più importante, è proprio quello di controllare costantemente l’andamento delle fioriture e segnalare le variazioni di concentrazione dei differenti pollini allergenici, in modo che gli interessati possano “difendersi” nel miglior modo possibile.

Come si fa il monitoraggio aerobiologico di pollini e spore aerodisperse?

La metodologia standard (Norma UNI 11108:2004 - Qualità dell’aria, Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse) prevede che il monitoraggio dei pollini e delle spore aerodiffuse venga effettuato mediante campionatori volumetrici di tipo Hirst, chiamati anche “spore traps” o “pollen traps”. Essi vengono installati su tetti o terrazzi (liberi da ostacoli) ad un’altezza compresa tra 15 e 20 metri da terra. Questi apparecchi, grazie ad una pompa alimentata elettricamente, aspirano l’aria con un flusso predefinito (10 litri/min) che simula quello dei polmoni umani e la proiettano su di una superficie di raccolta, un nastro di plastica trasparente cosparso di una soluzione adesiva. L’aria aspirata passa attraverso una fessura e va ad impattare contro un nastro di plastica adeso ad un tamburo ruotante, posizionato in corrispondenza dell’apertura. Ogni settimana il nastro deve essere sostituito e il tamburo ricaricato, come un orologio. Le particelle contenute nell’aria vanno a depositarsi sul nastro che viene poi tagliato, montato su vetrini, colorato e osservato al microscopio ottico, che ne consente il riconoscimento (valutazione qualitativa) ed il conteggio (valutazione quantitativa). La colorazione con fucsina basica, favorisce l’identificazione dei diversi pollini, evidenziando le differenze di forma e delle caratteristiche morfologiche superficiali. Il numero di ciascun tipo di polline, determinato col metodo della strisciata continua con un ingrandimento totale di 400X, viene trasformato in concentrazione media giornaliera per metro cubo d’aria, utilizzando una formula matematica che tiene conto del diametro di campo del microscopio, dell’ingrandimento usato e del numero di righe esaminate.

( Maria Corona – 14 dicembre 2017)


 
   

 
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