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Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

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E’ sempre “ALLERTA POLLINE”

15/03/2019 - E’ trascorsa un’altra settimana davvero pesante per chi soffre di allergia ai pollini. Hanno “imperversato”, in concentrazioni sempre elevate, le cupressacee, ma anche, sia pure con valori inferiori ma comunque consistenti, anche betulacee (ontano), salicacee (pioppo) e ulmacee (olmo). Presenti anche oleacee (frassino), corilacee (nocciolo) ed urticacee (parietaria) con concentrazioni basse ed è comparso anche qualche granulo isolato di graminacee. La tendenza per i prossimi giorni: stazionari i pollini di cupressacee, betulacee, corilacee ed ulmacee; in aumento tutti gli altri.

Comunemente si dice “sono allergico al cipresso”, ma non è corretto: non è il cipresso l’unico responsabile, bensì molte piante della stessa famiglia i cui pollini contengono gli stessi allergeni. Una delle ragioni, infatti, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre protraendosi fino maggio-giugno e sovrapponendosi tra loro. È un po’ come se la pianta a cui siamo allergici fiorisse di continuo per 5/6 mesi!

I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Alnus e Betula, ontano e betulla, fanno parte della Famiglia delle Betulaceae. Sono due generi fortemente allergenici e perciò oggetto del nostro monitoraggio. Il primo a fiorire è l’ontano, fine gennaio/febbraio, segue la betulla a fine febbraio/marzo. Il periodo di massima presenza del polline di betulacee va da febbraio ad aprile, anche se, sia pure in quantità bassa, è possibile rilevarlo anche per tutto il mese di maggio.

La famiglia delle Salicaceae comprende, nella flora italiana, i generi Salix (salice) e Populus (pioppo)I pioppi cominciano a fiorire alla fine di febbraio e il loro polline è presente per tutto il mese di marzo. Al pioppo si sovrappone, in parte, la fioritura dei salici che raggiungono la massima pollinazione in aprile.

Il nocciolo (genere Corylus), insieme ai carpini bianco e nero (generi Carpinus e Ostrya) appartiene alla Fam. delle Corylaceae (allergenicità medio/alta) ed è, tra essi, il primo a fiorire. I suoi amenti (particolari infiorescenze pensili a grappolo), infatti, si formano in autunno e i primi pollini si rilevano già a dicembre. Per valori più alti bisognerà arrivare a fine gennaio-inizio febbraio, mentre i pollini di Ostrya compariranno tra febbraio e marzo e quelli di Carpinus a fine aprile-maggio.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e nel periodo tardo primaverile/estivo viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Bassa è l’allergenicità delle Ulmacee; a questa famiglia fanno capo il genere Ulmus (olmo) e il genere Celtis. L’olmo è il principale esponente della famiglia delle Ulmaceae e libera il polline dalla fine di gennaio/febbraio a tutto marzo.<

( Maria Corona – 15 marzo 2019)


 
   

 
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