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Composite: i pollini di fine estate


immagine editoriale 28/08/2020 - I pollini di Composite o Asteraceae, sono ancora i più numerosi in questo periodo, mentre la carica pollinica si va progressivamente abbassando. Nell’ultimo campionamento settimanale è stato registrato un livello medio di concentrazione per le Composite (artemisia, ambrosia, cicoria) per tutta la scorsa settimana e, solo in alcuni giorni, per le plantaginacee. Valori bassi per gli altri pollini rilevati: graminacee, urticacee (ortica e parietaria), cheno/amarantacee, cannabacee (luppolo). Sono stazionari o in diminuzione tutti i pollini. Concentrazioni medie anche per le spore di Alternaria .

Pollini e spore non sono la stessa cosa, pur essendo sia gli uni che le altre strutture riproduttive, vengono prodotte da organismi appartenenti diversi a Regni della Natura: rispettivamente Piante e Funghi. Contengono perciò molecole diverse, cioè allergeni diversi. Alcune spore, come i pollini, sono responsabili di riniti allergiche molto insidiose, perché possono insorgere durante tutto l’arco dell’anno, trovandosi più facilmente le spore anche all’interno delle case e, a partire dalla tarda primavera, in abbondanza anche nell’aria esterna.

Le Compositae o Asteraceae sono una grande famiglia di piante, prevalentemente erbacee, le cui fioriture coprono gran parte dell’anno, anche se il periodo di maggiore presenza del loro polline nella nostra zona è quello dei mesi di agosto e settembre. Tra quelle più importanti dal punto di vista allergenico ricordiamo i generi: Ambrosia spp (luglio-settembre); Artemisia spp (luglio-novembre); Achillea spp (maggio-settembre); Bellis spp. (gennaio-dicembre; novembre/dicembre-giugno); Taraxacum spp (febb-giugno); Cichorium spp, cicoria, (luglio- ott); Helianthus spp, girasole, (luglio-ottobre).
Tra le composite merita un cenno speciale l’ambrosia, originaria del Nord America, i cui semi (dotati di appendici che consentono loro di attaccarsi facilmente e che ne favoriscono la dispersione) sono arrivati in Italia, probabilmente, mescolati a quelli dei cereali da lì importati (alcuni sostengono che siano giunti al seguito delle truppe americane durante la 2a guerra mondiale). Comunque sia arrivata, l’ambrosia sta avendo negli ultimi anni una rapida ed intensa diffusione anche in Italia, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E’ altamente allergizzante e, spesso, provoca asma. Da noi non è ancora diffusa, tuttavia il suo polline viene talvolta rinvenuto sui vetrini del monitoraggio. Essendo molto piccolo e leggero, infatti, si sposta facilmente con i venti, anche a grandi distanze.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc.

Quelle che chiamiamo comunemente graminacee sono piante erbacee che appartengono alla grande famiglia botanica delle Poaceae o Gramineae. Esse si trovano dappertutto sul pianeta, a tutte le latitudini (praterie, savane, steppe, ecc.), soprattutto negli spazi aperti, oltre a comprendere i cereali, coltivati da sempre dall’uomo a scopo alimentare; nella nostra regione mediterranea si trovano in tutti gli habitat (boschi, prati, ruderi, prati incolti, bordi delle strade, ecc).

Per Chenopodiacee/Amarantacee si intendono i pollini di due famiglie, molto simili al microscopio, appartenenti ai generi Chenopodium e Amaranthus. Le Chenopodiacee sono piante erbacee e arbustive, quasi ubiquitarie. La specie che si incontra con più facilità è il Chenopodium album L. (farinaccio), presente nei coltivi abbandonati, nelle scarpate o ai bordi delle strade.

(Maria Corona – 28 agosto 2020)


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