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Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

Utilità

Pollini in generale diminuzione, in aumento solo il castagno. Spore fungine in aumento

05/07/2019 - Con l’avanzare dell’estate e il superamento del picco massimo di fioritura delle graminacee (raggiunto quest'anno più tardivamente rispetto agli anni precedenti a causa del maltempo prolungato che ha caratterizzato la stagione primaverile) è cominciata la diminuzione della carica pollinica totale. Le concentrazioni sono comunque ancora medio/alte per graminacee e plantaginacee. Solo valori medi per le oleacee (olivo e frassino) e bassi per tutti gli altri pollini rilevati: urticacee (parietaria e ortica); fagacee (castagno), cheno/amarantacee (chenopodio), poligonacee (romice), pinacee. La tendenza è all’aumento solo per il castagno, stazionari o in diminuzione gli altri pollini. Si segnala l’aumento delle spore fungine aerodisperse di Alternaria: nell'ultima settimana le sue concentrazioni medie giornalere hanno superato più volte la soglia di scatenamento della sintomatologia allergica (100 spore per metro cubo d’aria).

Quelle che chiamiamo comunemente graminacee sono piante erbacee che appartengono alla grande famiglia botanica delle Poaceae o Gramineae. Esse si trovano dappertutto sul pianeta, a tutte le latitudini (praterie, savane, steppe, ecc.), soprattutto negli spazi aperti, oltre a comprendere i cereali, coltivati da sempre dall’uomo a scopo alimentare; nella nostra regione mediterranea si trovano in tutti gli habitat (boschi, prati, ruderi, prati incolti, bordi delle strade, ecc). Per fare qualche esempio, sono graminacee i generi: Poa, Bromus, Phleum, Agropyron, Cynodon, Dactylis, Lolium, Triticum, Avena, Hordeum, Secale, Zea, ecc. Sono piante anemofile e, come tali, producono grandi quantità di polline, grazie anche alla particolare struttura delle loro infiorescenze, le spighe o pannocchie, costituite a loro volta da spighette in cui si raggruppano i piccoli fiori, dotati di antere peduncolate pendule. Il polline di graminacee è al primo posto in assoluto nel mondo come agente di pollinosi e l’espressione “hay fever”, febbre da fieno, utilizzata nei paesi anglosassoni per definire la pollinosi, fa riferimento proprio a queste erbe che costituiscono il fieno.

Alle Oleaceae, appartengono i due generi Fraxinus e Olea che monitoriamo. Dei due, l’olivo è molto allergenico ed interessa il maggior numero di pazienti. Compare in aprile, ma ha la sua massima espressione tra maggio e giugno. I frassini presenti nel nostro territorio sono: frassino comune, Fraxinus excelsior; orniello, Fraxinus ornus e frassino meridionale, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e, nel periodo tardo primaverile/estivo, viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc.

Per Chenopodiacee/Amarantacee si intendono i pollini di due famiglie, molto simili al microscopio, appartenenti ai generi Chenopodium e Amaranthus. Le Chenopodiacee sono piante erbacee e arbustive, quasi ubiquitarie. La specie che si incontra con più facilità è il Chenopodium album L. (farinaccio), presente nei coltivi abbandonati, nelle scarpate o ai bordi delle strade.

Alla famiglia delle Fagaceae appartengono piante molto importanti, perché sono i componenti principali delle nostre foreste: faggi (gen. Fagus, querce (gen. Quercus) e castagno (gen Castanea).

(Maria Corona – 5 luglio 2019)


 
   

 
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