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Allergia e pollinosi

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Prima impennata del polline di cipresso

03/01/2017 - L'inizio della scorsa settimana ha fatto registrare il primo giorno di concentrazione alta per il polline di cupressacee, poi con il peggiorare delle condizioni meteo i valori sono tornati bassi. Sono comparsi nell’aria i primi pollini di nocciolo per la famiglia delle corilacee. In quantità veramente minime sono ancora presenti oleacee (frassino meridionale) e urticacee (parietaria). Le tendenze, che saranno certamente condizionate dalla situazione meteo in peggioramento, sono: cupressacee e corilacee in aumento, stazionari gli altri pollini.

Il polline di cupressacee mediamente comincia a raggiungere valori medio/alti di concentrazione non prima della metà del mese di gennaio; nel 2010 e nel 2011, invece, si è verificata un’anticipazione, perché abbiamo registrato concentrazioni alte già prima della fine di dicembre. Una delle ragioni, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre fino maggio-giugno. I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Il nocciolo (genere Corylus), insieme ai carpini bianco e nero (generi Carpinus e Ostrya) appartiene alla Fam. delle Corylaceae (allergenicità medio/alta) ed è, tra essi, il primo a fiorire. I suoi amenti (particolari infiorescenze pensili a grappolo), infatti, si formano in autunno e i primi pollini si rilevano già a dicembre. Per valori più alti bisognerà arrivare a fine gennaio-inizio febbraio, mentre i pollini di Ostrya compariranno tra febbraio e marzo e quelli di Carpinus a fine aprile-maggio.

In questo periodo è presente nell’aria qualche granulo di polline di frassino meridionale. La sua fioritura normalmente passa inosservata a causa del maltempo che di solito caratterizza il periodo e che ripulisce l’atmosfera anche da quei pochi pollini che ancora vi si trovano. Questo frassino, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa (M.Bieb. ex Willd.) Franco & Rocha Alonso, ha una fioritura ben distinta nel tempo da quella degli altri frassini (frassino comune, orniello, ecc.), che liberano il polline in primavera, e anche dagli altri alberi della sua famiglia, le oleacee, il cui esponente di maggior rilievo è ovviamente l’olivo (fioritura maggio-giugno).

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e nel periodo tardo primaverile/estivo viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.



(Maria Corona – 3 gennaio 2017)


 
   

 
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