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Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

Utilità

Scarsa presenza

07/12/2016 - Nel tardo autunno sono molto poche le piante che liberano il polline e le condizioni meteorologiche, con frequenti precipitazioni, contribuiscono al loro abbattimento. Sono, per questo, davvero molto pochi i pollini nell’aria in questi giorni. Sono gli stessi delle ultime settimane: cupressacee, urticacee (parietaria) e oleacee (frassino meridionale). Le cupressacee potrebbero aumentare, stazionari gli altri pollini.

Il polline di cupressacee mediamente comincia a raggiungere valori medio/alti di concentrazione non prima della metà del mese di gennaio; nel 2010 e nel 2011, invece, si è verificata un’anticipazione, perché abbiamo registrato concentrazioni alte già prima della fine di dicembre. Una delle ragioni, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre fino maggio-giugno. I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Lo scopo più importante del monitoraggio aerobiologico è quello di controllare costantemente l’andamento delle fioriture e segnalare le variazioni di concentrazione dei differenti pollini allergenici, in modo che gli interessati possano “difendersi” nel miglior modo possibile.

Come si fa il monitoraggio aerobiologico di pollini e spore aerodisperse?

La metodologia standard (Norma UNI 11108:2004 - Qualità dell’aria, Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse) prevede che il monitoraggio dei pollini e delle spore aerodiffuse venga effettuato mediante campionatori volumetrici di tipo Hirst, chiamati anche “spore traps” o “pollen traps”. Essi vengono installati su tetti o terrazzi (liberi da ostacoli) ad un’altezza compresa tra 15 e 20 metri da terra. Questi apparecchi, grazie ad una pompa alimentata elettricamente, aspirano l’aria con un flusso predefinito (10 litri/min) che simula quello dei polmoni umani e la proiettano su di una superficie di raccolta, un nastro di plastica trasparente cosparso di una soluzione adesiva. L’aria aspirata passa attraverso una fessura e va ad impattare contro un nastro di plastica adeso ad un tamburo ruotante, posizionato in corrispondenza dell’apertura. Ogni settimana il nastro deve essere sostituito e il tamburo ricaricato, come un orologio. Le particelle contenute nell’aria vanno a depositarsi sul nastro che viene poi tagliato, montato su vetrini, colorato e osservato al microscopio ottico, che ne consente il riconoscimento (valutazione qualitativa) ed il conteggio (valutazione quantitativa). La colorazione con fucsina basica, favorisce l’identificazione dei diversi pollini, evidenziando le differenze di forma e delle caratteristiche morfologiche superficiali. Il numero di ciascun tipo di polline, determinato col metodo della strisciata continua con un ingrandimento totale di 400X, viene trasformato in concentrazione media giornaliera per metro cubo d’aria, utilizzando una formula matematica che tiene conto del diametro di campo del microscopio, dell’ingrandimento usato e del numero di righe esaminate.

In questo periodo è presente nell’aria qualche granulo di polline di frassino meridionale. La sua fioritura normalmente passa inosservata a causa del maltempo che di solito caratterizza il periodo e che ripulisce l’atmosfera anche da quei pochi pollini che ancora vi si trovano. Questo frassino, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa (M.Bieb. ex Willd.) Franco & Rocha Alonso, ha una fioritura ben distinta nel tempo da quella degli altri frassini (frassino comune, orniello, ecc.), che liberano il polline in primavera, e anche dagli altri alberi della sua famiglia, le oleacee, il cui esponente di maggior rilievo è ovviamente l’olivo (fioritura maggio-giugno).

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e nel periodo tardo primaverile/estivo viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

(Maria Corona – 7 dicembre 2016)


 
   

 
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