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Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

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Valori più bassi per graminacee ed oleacee

16/06/2017 - Sono diminuite le concentrazioni dei pollini di graminacee ed oleacee nel corso dell’ultima settimana, segno che il picco stagionale è stato superato. Sono comunque i pollini più numerosi, insieme a parietaria e piantaggini. Continuano ad aumentare il castagno e le cheno/amarantacee. Gli altri pollini presenti in concentrazione bassa sono: pinacee, poligonacee e cupressacee. Sta aumentando anche la quantità di spore fungine presenti nell’aria, in particolare quelle di Alternaria.

Quelle che chiamiamo comunemente graminacee sono piante erbacee che appartengono alla grande famiglia botanica delle Poaceae o Gramineae. Esse si trovano dappertutto sul pianeta, a tutte le latitudini (praterie, savane, steppe, ecc.), soprattutto negli spazi aperti, oltre a comprendere i cereali, coltivati da sempre dall’uomo a scopo alimentare; nella nostra regione mediterranea si trovano in tutti gli habitat (boschi, prati, ruderi, prati incolti, bordi delle strade, ecc). Per fare qualche esempio, sono graminacee i generi: Poa, Bromus, Phleum, Agropyron, Cynodon, Dactylis, Lolium, Triticum, Avena, Hordeum, Secale, Zea, ecc. Sono piante anemofile e, come tali, producono grandi quantità di polline, grazie anche alla particolare struttura delle loro infiorescenze, le spighe o pannocchie, costituite a loro volta da spighette in cui si raggruppano i piccoli fiori, dotati di antere peduncolate pendule. Il polline di graminacee è al primo posto in assoluto nel mondo come agente di pollinosi e l’espressione “hay fever”, febbre da fieno, utilizzata nei paesi anglosassoni per definire la pollinosi, fa riferimento proprio a queste erbe che costituiscono il fieno.

Alle Oleaceae, appartengono i due generi Fraxinus e Olea che vengono monitorati. Dei due, l’olivo è molto allergenico ed interessa il maggior numero di pazienti. Compare in aprile, ma ha la sua massima espressione tra maggio e giugno. Tra i frassini presenti nel nostro territorio (frassino comune, Fraxinus excelsior; orniello, Fraxinus ornus e frassino meridionale, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa) in aprile/maggio si rileva prevalentemente l’orniello.

La parietaria (P. officinalis, P. diffusa), che fa bella mostra di se sui muri di pietre, è, dal nostro punto di vista, l’esponente principale della famiglia delle Urticaceae. Il polline di parietaria, infatti, è rilevabile tutto l’anno e, nel periodo tardo primaverile/estivo, viene affiancato da quello di ortica (U. dioica, U. urens), che va ad incrementare le concentrazioni totali delle urticacee.

Le Plantaginaceae producono un polline altamente allergenico, ma in Italia, per fortuna, il numero di persone ad esso sensibili è piuttosto basso, a differenza di quanto avviene in altre zone (p. es. sud della Francia). Il genere più importante nel campo delle pollinosi è Plantago, a fioritura primaverile-estiva e caratterizzato da strette foglie lanceolate percorse da nervature parallele. Queste erbe hanno una caratteristica rosetta di foglie basali da cui si innalza lo stelo con una spiga apicale, formata da tanti piccoli fiorellini. Sono erbe molto diffuse nelle zone prative, nei giardini, nei parchi, ai bordi delle strade, negli spazi incolti, ecc. Le piantaggini (P. lanceolata L., P. major L., P. lagopus L.) hanno nomi comuni molto curiosi: lanciuola, lingua di cane, orecchio di lepre.

Per Chenopodiacee/Amarantacee si intendono i pollini di due famiglie, molto simili al microscopio, appartenenti ai generi Chenopodium e Amaranthus. Le Chenopodiacee sono piante erbacee e arbustive, quasi ubiquitarie. La specie che si incontra con più facilità è il Chenopodium album L. (farinaccio), presente nei coltivi abbandonati, nelle scarpate o ai bordi delle strade.

( M. Corona – 16 giugno 2017 )


 
   

 
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