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L’autunno è cominciato: sempre meno polline nell’aria


immagine editoriale 28/09/2022 - Sempre meno polline nell’aria, in questo principio d’autunno. I pochi pollini rilevati (circa 12 P/m3 di media giornaliera) appartengono alle seguenti famiglie: pinacee (cedro), composite (artemisia), cheno/amarantacee (amaranto e chenopodio) e qualche granulo sporadico di urticacee e graminacee. Tendenza all’aumento solo per le pinacee, stazionari o in diminuzione gli altri pollini.

Alla famiglia delle Pinaceae appartengono alberi sempreverdi (tranne qualche eccezione, come i larici) dalle tipiche foglie aghiformi. Parliamo quindi di pini (gen. Pinus), abeti (gen. Abies), pecci (gen, Picea), alberi molto familiari e noti a tutti, ma anche di cedri (Cedrus libani, Cedrus atlantica, Cedrus deodara), larici, tsughe, pseudotsughe, ecc., molto utilizzati come verde pubblico nelle nostre città. Per quanto riguarda la liberazione del polline, pini e abeti lo fanno in primavera, i cedri, invece, tra fine settembre e ottobre. Non si può parlare di fioritura, perché le gimnosperme, di cui sono parte le pinacee, non hanno il vero fiore tipico delle angiosperme, ma strutture denominate coni o strobili, maschili e femminili, all’interno dei quali si formano il polline e gli ovuli da cui si svilupperanno i semi. Quelle che comunemente chiamiamo pigne sono strobili femminili legnosi con dentro i semi.

Le Compositae o Asteraceae sono una grande famiglia di piante, prevalentemente erbacee, le cui fioriture coprono gran parte dell’anno, anche se il periodo di maggiore presenza del loro polline nella nostra zona è quello dei mesi di agosto e settembre. Tra quelle più importanti dal punto di vista allergenico ricordiamo i generi: Ambrosia spp (luglio-settembre); Artemisia spp (luglio-novembre); Achillea spp (maggio-settembre); Bellis spp. (gennaio-dicembre; novembre/dicembre-giugno); Taraxacum spp (febb-giugno); Cichorium spp, cicoria, (luglio- ott); Helianthus spp, girasole, (luglio-ottobre).
Tra le composite merita un cenno speciale l’ambrosia, originaria del Nord America, i cui semi (dotati di appendici che consentono loro di attaccarsi facilmente e che ne favoriscono la dispersione) sono arrivati in Italia, probabilmente, mescolati a quelli dei cereali da lì importati (alcuni sostengono che siano giunti al seguito delle truppe americane durante la 2a guerra mondiale). Comunque sia arrivata, l’ambrosia sta avendo negli ultimi anni una rapida ed intensa diffusione anche in Italia, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E’ altamente allergizzante e, spesso, provoca asma. Da noi non è ancora diffusa, tuttavia il suo polline viene talvolta rinvenuto sui vetrini del monitoraggio. Essendo molto piccolo e leggero, infatti, si sposta facilmente con i venti, anche a grandi distanze.

Per cheno/amarantacee si intendono sostanzialmente i due generi Chenopodium e Amaranthus, appartenenti rispettivamente alle famiglie delle chenopodiacee e delle amarantacee, i cui pollini, molto simili morfologicamente, vengono contati insieme nel monitoraggio aerobiologico. Sono piante erbacee molto diffuse e infestanti delle colture agrarie; la loro rilevanza allergologica è comunque piuttosto scarsa.

( M. Corona – 28 settembre 2022 )


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