ARPA Basilicata
Cerca PersoneDove SiamoBandi e Gare
logoarpab
Home L'Agenzia ARPAB Informa Temi Ambientali Servizi_Ambientali
Aerobiologia

Monitoraggio aerobiologico

Allergia e pollinosi

Utilità

Valori elevati per il cipresso e nuovi pollini in arrivo

24/02/2017 - Attenzione: si registrano concentrazioni elevate di cupressacee. Ci troviamo, infatti, nella fase di massima liberazione del polline di cipresso. Per esso sono stati misurati valori alti tutti i giorni della scorsa settimana, con una media giornaliera di concentrazione di oltre 300 pollini per metro cubo d'aria. Hanno fatto la loro comparsa nell'aria anche nuovi pollini, caratteristici di questo periodo: pioppo (salicacee) e olmo (ulmacee). Per questi e gli altri già presenti, nocciolo (corilacee), ontano (betulacee), parietaria (urticacee) e frassino meridionale (oleacee), i valori sono rimasti bassi. La tendenza è ad un generale aumento e, per quanto riguarda le cupressace, certamente resteranno su valori alti, con la possibilità di ulteriore incremento.

La pollinosi invernale è prevalentemente causata dall’allergia alle cupressacee. Essa sta diventando sempre più rilevante dal punto di vista sanitario, perché il numero dei pazienti continua ad aumentare. Un dato epidemiologico preciso non esiste sulla prevalenza nella popolazione generale (si parla di un 2.5-5%). Mentre all’interno della popolazione allergica italiana la percentuale di allergici alle cupressacee è del 9% al nord, 28% al centro e 20% al sud. Quindi possiamo dire che nell’Italia centro-meridionale 1 allergico su 4 è allergico proprio alle cupressacee.

Comunemente si dice “sono allergico al cipresso”, ma non è corretto: non è il cipresso l’unico responsabile, bensì molte piante della stessa famiglia i cui pollini contengono gli stessi allergeni. Una delle ragioni, infatti, per cui la pollinosi da cupressacee è così fastidiosa, è la lunghezza del periodo di permanenza degli allergeni responsabili nell’aria. Le fioriture dei vari generi di cupressacee, infatti, avvengono in successione a partire dalla fine di novembre protraendosi fino maggio-giugno e sovrapponendosi tra loro. È un po’ come se la pianta a cui siamo allergici fiorisse di continuo per 5/6 mesi! I primi pollini a comparire sono attribuibili ai cipressi argentati (Cupressus arizonica,), che, qui da noi, sono i primi a liberare il polline, sia rispetto ai congeneri Cupressus sempervirens L., Cupressus macrocarpa Gord., che iniziano a fine dicembre-gennaio, ma anche rispetto agli altri generi di cipressi come Chamaecyparis (cipresso di Lawson) e Cupressocyparis X Leylandii (cipresso di Leyland), i quali, insieme ad altre cupressacee come Calocedrus, Juniperus, Chryptomeria, Chamaecyparis, iniziano la liberazione in febbraio o le tuje, che sono le ultime a dare il loro contributo, in aprile.

Alnus e Betula, ontano e betulla, fanno parte della Famiglia delle Betulaceae. Sono due generi fortemente allergenici e perciò oggetto del nostro monitoraggio. Il primo a fiorire è l’ontano, fine gennaio/febbraio, segue la betulla a fine febbraio/marzo. Il periodo di massima presenza del polline di betulacee va da febbraio ad aprile, anche se, sia pure in quantità bassa, è possibile rilevarlo anche per tutto il mese di maggio.

Il nocciolo (genere Corylus), insieme ai carpini bianco e nero (generi Carpinus e Ostrya) appartiene alla Fam. delle Corylaceae (allergenicità medio/alta) ed è, tra essi, il primo a fiorire. I suoi amenti (particolari infiorescenze pensili a grappolo), infatti, si formano in autunno e i primi pollini si rilevano già a dicembre. Per valori più alti bisognerà arrivare a fine gennaio-inizio febbraio, mentre i pollini di Ostrya compariranno tra febbraio e marzo e quelli di Carpinus a fine aprile-maggio.

Bassa è l’allergenicità delle Ulmacee; a questa famiglia fanno capo il genere Ulmus (olmo) e il genere Celtis. L’olmo è il principale esponente della famiglia delle Ulmaceae e libera il polline dalla fine di gennaio/febbraio a tutto marzo.

La famiglia delle Salicaceae comprende, nella flora italiana, i generi Salix (salice) e Populus (pioppo)I pioppi cominciano a fiorire alla fine di febbraio e il loro polline è presente per tutto il mese di marzo. Al pioppo si sovrappone, in parte, la fioritura dei salici che raggiungono la massima pollinazione in aprile.

In questo periodo è presente nell’aria anche qualche granulo di polline di frassino meridionale. Questo frassino, Fraxinus angustifolia subsp oxycarpa (M.Bieb. ex Willd.) Franco & Rocha Alonso, ha una fioritura ben distinta nel tempo da quella degli altri frassini (frassino comune, orniello, ecc.), che liberano il polline in primavera, e anche dagli altri alberi della sua famiglia, le oleacee, il cui esponente di maggior rilievo è ovviamente l’olivo (fioritura maggio-giugno) e a cui sono allergiche molte persone, soprattutto nell’Italia meridionale.

( M. Corona – 24 febbraio 2017 )


 
   

 
© ARPAB  via della Fisica 18 C/D 85100 Potenza - P.Iva 01318260765 - tel.0971656111 - email PEC: protocollo@pec.arpab.it - Privacy - Note Legali