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Nell’aria atmosferica che ci circonda e che respiriamo sono presenti moltissime particelle di origine biologica (pollini, spore, acari, microrganismi, frammenti di insetti) e particelle abiotiche (polveri, fumi, particolato, ecc.) che hanno effetti sugli animali, sulle piante e sull’uomo. Il monitoraggio aerobiologico viene effettuato per evidenziare le variazioni quantitative e qualitative di tali particelle che si verificano nel tempo. L’ARPAB ha attivato il monitoraggio di pollini e spore aerodispersi nelle città di Potenza e Matera nel 2004 e ha contribuito, con il coordinamento dell’APAT, all’implementazione della
RIMA, la Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico. La RIMA è costituita da 96 centri situati su tutta la penisola e che hanno “messo insieme le proprie forze” per realizzare la maggiore copertura possibile del territorio nazionale.
Si offre così un servizio che si è rivelato molto utile innanzi tutto nella prevenzione e cura delle patologie respiratorie di natura allergica. In Italia, infatti, il 15 - 20% della popolazione soffre di allergie causate da pollini, un fenomeno che presenta
notevoli ripercussioni sulle attività lavorative e sociali dei pazienti. Le ricadute di questa attività, però, sono tante e riguardano:
il clima, l’agricoltura, la biodiversità, il biomonitoraggio dell’inquinamento e la tutela dei beni artistici/culturali.
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