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La metodologia standard (Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici
e delle spore fungine aerodisperse, depositato in UNI con codice U53000810,
del Prof. Paolo Mandrioli - Istituto di Scienze dell’Atmosfera e dell’Oceano,
ISAO - CNR, Bologna) prevede che il monitoraggio dei pollini e delle spore aerodiffuse
venga effettuato mediante campionatori volumetrici di tipo Hirst, chiamati anche “spore
traps” o “pollen traps”. J. M. Hirst nel 1952 ideò il primo dei catturatori volumetrici,
raccomandati poi nel 1972 dall’International Biological Program.
Questi apparecchi, grazie ad una pompa alimentata elettricamente, aspirano l’aria con
un flusso predefinito (10 l / min) che simula quello dei polmoni umani e la proiettano
su di una superficie di raccolta. L’aria passa attraverso una fessura di 2X14 mm e va
ad impattare contro un nastro di plastica adeso ad un tamburo ruotante, posizionato in
corrispondenza dell’apertura. Il tamburo possiede un meccanismo ad orologeria che lo fa
ruotare per 7 giorni con una velocità di 2 mm all’ora. Ogni settimana quindi il nastro
deve essere sostituito e il tamburo ricaricato, proprio come un orologio.
Le particelle contenute nell’aria (diametro tra 2 e 200 μm) vanno a depositarsi sul
nastro che viene poi tagliato, montato su vetrini, colorato e osservato al microscopio
ottico. In questo modo è possibile effettuare una valutazione quantitativa e qualitativa
dei pollini e delle altre particelle aerodisperse. Infatti il microscopio consente il
riconoscimento delle famiglie di piante a cui appartengono i pollini (valutazione
qualitativa) ed il loro conteggio. Il numero di pollini contati viene trasformato in
concentrazione media giornaliera per m3 d’aria (valutazione quantitativa), utilizzando
una formula che tiene conto del diametro del campo del microscopio, dell’ingrandimento
usato e del numero di righe esaminate.
Ogni campionatore è costituito da un corpo centrale, sorretto da un treppiede, che
contiene la pompa ed il tamburo ruotante, da un’aletta parapioggia che protegge la
fessura e da una banderuola che consente all’apparecchio di orientarsi secondo il vento.
I catturatori vengono posizionati in genere sui tetti o terrazzi degli edifici ad
un’altezza di 15 -20 m, in modo che non abbiano ostacoli nelle vicinanze. Collocati in
questo modo, gli strumenti sono in grado di captare particelle provenienti da un’area
circostante definita da un raggio medio di circa 10 km.
Sono in commercio 2 versioni, molto simili, di campionatori volumetrici di tipo Hirst
prodotte dalla Lanzoni s.r.l. di Bologna e dalla ditta inglese Burkard.
I campionatori volumetrici utilizzati dall’ARPAB sono i VPPS Lanzoni 2000.
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