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Monitoraggio della qualità dell'aria del Melfese


Caratteristiche salienti inerenti alla matrice “Aria”

Di primario interesse è il riscontro evinto dall’analisi anemometrica sulle area maggiormente investite dai venti. La direzione del vento dominante in tutte e tre le stazioni è Ovest-Sud Ovest, con un’occorrenza superiore da Ovest. Nella figura 2 è riportata la rosa dei venti cumulativa degli anni 2004-2010 e relativa alle stazioni di Lavello e Melfi.


Figura 2 - Direzione del vento

Per quanto riguarda i dati relativi ai diversi inquinanti dal 2004 al 2010, nel seguito è riportata una disanima delle concentrazioni medie registrate nei tre punti di misura. I valori di concentrazione del Benzene, calcolati come media annuale, risultano ben al di sotto del limite previsto dalla normativa vigente pari a 5 microg./m3 quale media calcolata su anno civile, in particolare l’andamento dello stesso nella stazione di Lavello vede una diminuzione netta negli ultimi due anni (figura 3).


Figura 3

Il Monossido di Carbonio, per lo più dovuto a inquinamento da traffico auto veicolare, è monitorato in continuo in tutte e tre le centraline della zona del Vulture, il trend registrato a San Nicola e Melfi è pressoché costante, a differenza di Lavello dove si è registrato un decremento, come riportato in figura 4.


Figura 4

Dall’analisi dei dati di Biossido di Azoto dall’anno 2004 al 2010 (figura 5), emerge che l’andamento è pressoché analogo nelle tre stazioni durante tutto il periodo, in particolare, a San Nicola dal 2007 si notano valori costanti per tutti gli anni tranne il 2008.



Figura 5

Relativamente al Biossido di Zolfo, la sua concentrazione annuale media, mostrata in figura 6, nella zona del Vulture, è caratterizzata da valori che rispecchiano pienamente il trend regionale, fatta eccezione per l’area della Val D’Agri.



Figura 6

Per quanto riguarda il PM10, occorre precisare che il metodo di analisi implementato nella strumentazione di San Nicola e Melfi è automatico ed effettuato tramite assorbimento di radiazione beta mentre a Lavello, dal 2006, il campionamento e l’analisi fanno riferimento al metodo gravimetrico previsto dalla normativa vigente. Ciò detto, è evidente una progressiva diminuzione, negli anni, della concentrazione di polveri a Lavello, mentre a San Nicola e a Melfi tale concentrazione è più costante nel tempo (figura 7).



Figura 7

I superamenti di PM10 del valore limite giornaliero di 50 microg/m3 da non superare più di trentacinque volte per anno civile, si sono notevolmente ridotti negli ultimi tre anni in tutte e tre le stazioni prese in esame; in particolare nel 2010 a San Nicola non ci sono stati superamenti mentre a Melfi e Lavello si sono registrati, rispettivamente, uno e due superamenti del limite suddetto (figura 8).


Figura 8

Per quanto inerente all’Ozono, dall’analisi dei dati annui (rif. Allegato 1) si evidenzia un superamento ripetuto della soglia di informazione negli anni precedenti il 2010. Relativamente al numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana pari a 120 microg/m3 da non superare più di 25 volte per anno civile come media su 3 anni, questo ha negli anni un andamento crescente (figura 9), soprattutto nella stazione di San Nicola dove nel 2008 è stato registrato il numero massimo di superamenti pari a 86 volte.



Figura 9

Nell’area in esame sono stati effettuati diversi studi da semplici a complessi sulla base di metodiche semplici quali l’Analisi anemologica allo studio della micro-meteorologia dell’area mediante processori monodimensionali nonché all’applicazione di modelli gaussiani semplici ed ibridi.
 
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Dati di monitoraggio

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