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Strategia Marina: il mare di Calabria, Sicilia e Basilicata è vivo - (21/11/2018)
Direttiva “Marine Strategy” e programmi di monitoraggio del mare. Se ne è parlato nei giorni scorsi nella riunione di Sottoregione Mar Ionio – Mediterraneo Centrale, tenutasi a Scilla (Rc) tra le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, Sicilia e Basilicata per discutere e adempiere alle indicazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Conoscere, valorizzare e tutelare i circa 2.000 km costieri che avvolgono la Calabria, la Sicilia e la Basilicata, infatti, è l’obiettivo prioritario che le Agenzie per la Protezione Ambientale (ARPA) hanno per i prossimi tre anni.

La riunione si è sviluppata sui temi dell’assetto normativo italiano che impone il raggiungimento entro il 2020 del Buono stato ecologico (Bse) e sull’attuazione dei programmi di monitoraggio ai sensi dell’art. 11 del D.lgs. 190/2010.
I direttori delle Aree Mare delle tre Agenzie regionali, Emilio Cellini (ARPA Calabria), Vincenzo Ruvolo (ARPA Sicilia) e Achille Palma (ARPA Basilicata), coadiuvati dai loro tecnici, hanno approfondito la loro analisi anche sugli aspetti gestionali dell’attuazione del programma istituzionale “Strategia Marina”, con particolare riferimento al raggiungimento delle misure previste dalla Direttiva Europea anche attraverso le risorse umane e materiali impegnate, sempre commisurate all’interesse ambientale, economico e sociale che l’ecosistema marino riveste per le Regioni del Mar Ionio – Mediterraneo Centrale.

Per la Basilicata “è stato approfondito lo stato di avanzamento del lavoro del Programma Operativo Amabientale 2018 e l’ analisi delle criticità rispetto alle problematiche riscontrate, altresì è stato comunicato l’ affidamento delle attività previste dai moduli 10, 11MN e 11F finalizzati rispettivamente alla valutazione dell’habitat delle praterie di posidonia oceanica all’interno dei siti Natura 2000, alle specie bentoniche protette e in particolare alla pinna nobilis oltre alla patella ferruginea le cui indagini si svolgeranno nel tratto tirrenico della Basilicata.

I risultati raggiunti e discussi sono stati considerati soddisfacenti e il monitoraggio in corso ha reso evidenti le eccezionali valenze naturalistiche pur nella consapevolezza che è necessario porre rimedio alle numerose criticità che permangono in termini di impatti antropici e cambiamenti climatici. Gli esperti delle tre ARPA coinvolte hanno, quindi, lanciato un appello alla Direzione Generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’Ambiente per chiedere di dedicare più risorse umane e strumentali al progetto. Soddisfazione per il lavoro svolto e per il target raggiunto è stato comunicato in Cabina di Regia dal Ministero dell’Ambiente (MATTM) alle ARPA coinvolte con l’incentivo di aumentare le conoscenze scientifiche, sviluppare la capacità di ricerca e il trasferimento di tecnologie e migliorare la salute del mare ed il correlato sviluppo delle economie regionali.


(Fonte ArpaCAL)
 






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