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Valutazione del rischio chimico nei laboratori di analisi: algoritmi di calcolo, confronto tra modelli diversi, validazione dei risultati tramite monitoraggio - (03/05/2012)
Dal 28 al 30 marzo 2012 si è svolto il 18° Convegno di igiene industriale "Le Giornate di Corvara" organizzato dalla Sezione AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali).

Nel ricco programma delle Giornate era prevista una specifica sessione scientifica sul tema "Rifiuti, Esposizioni e Monitoraggi".

Alla sessione è stata presentata da Maria Grazia Marchesiello (ARPA Emilia Romagna) una relazione, anche a nome dei colleghi di ARPA Basilicata (Donato Lapadula, Sante Muro), ARPA Liguria (Massimiliano Albertazzi) e Azienda Sanitaria Locale di Potenza (Rocco Guarino, Canio Mancuso) su "Valutazione del rischio chimico nei laboratori di analisi: algoritmi di calcolo, confronto tra modelli diversi, validazione dei risultati tramite monitoraggio".

Il rischio derivante dall’esposizione ad agenti chimici nei laboratori di analisi rappresenta un elemento di forte criticità nell’ambito del processo generale della valutazione dei rischi lavorativi.

Tale valutazione non è di facile attuazione poiché in un laboratorio di analisi di matrici ambientali è utilizzato un numero elevato di sostanze chimiche, in quantità ridotte e di varia pericolosità, con tempi di esposizione spesso molto brevi, che possono essere pericolose sia per la salute sia per la sicurezza degli utilizzatori, rendendo a volte difficili se non impossibili i monitoraggi ambientali e biologici.

Il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. n° 81 del 9 aprile 2008), in materia di rischio chimico, all’art. 233, definisce i criteri che devono essere adottati per una corretta valutazione. Tali criteri valgono per qualunque strumento venga utilizzato per la valutazione del rischio chimico siano essi misure (ambientali o personali di inquinanti), stime predittive del rischio o modelli di calcolo matematici.

Lo studio realizzato ha messo a confronto tre algoritmi di calcolo diversi (ISPRA, LaboRisCh e MO.VA.RIS.CH) applicati a tre diversi gruppi omogenei di lavoratori del Dipartimento Provinciale di Potenza di ARPAB. In parallelo è stato realizzato anche un monitoraggio ambientale e personale di diclorometano, l’agente chimico più pericoloso e largamente utilizzato nei laboratori ARPAB, monitoraggio finalizzato alla verifica/validazione dei risultati delle valutazioni tramite i modelli di calcolo.

 





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