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Suolo e Rifiuti: Censimento impianti di depurazione
 

Le attività sociali, produttive e ricreative, principalmente in ambito urbano, richiedono ed utilizzano una grande quantità di acqua. La conseguenza diretta dell’utilizzo dell’acqua è la produzione di scarichi che, per poter essere restituiti all’ambiente, devono necessariamente essere sottoposti ad un trattamento depurativo.
Le acque reflue urbane, che in passato contenevano quasi esclusivamente sostanze biodegradabili, presentano attualmente maggiori problemi di smaltimento a causa della presenza sempre più ampia di composti chimici di origine sintetica, impiegati prevalentemente nel settore industriale. Il mare, i fiumi ed i laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità autodepurativa senza vedere compromessa la qualità delle proprie acque ed i normali equilibri dell’ecosistema. E’ evidente quindi la necessità di depurare le acque reflue attraverso sistemi di trattamento che imitano i processi biologici che avvengono naturalmente nei corpi idrici (la depurazione risulta però molto più veloce negli impianti rispetto ai corsi d’acqua, grazie alla tecnologia ed all’energia impiegata).
Il trattamento del refluo è tanto più spinto quanto più i corpi idrici recettori (mari, fiumi, laghi, ecc.) risultano a rischio di inquinamento permanente.

Censimento Impianti di Depurazione

Con l’emanazione del D.Lgs. n 152/1999 e delle relative integrazioni apportate dal Clicca per visualizzare gli impianti D.Lgs. n 258/2000, in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, sono stati introdotti concetti innovativi concernenti in generale la disciplina degli scarichi ed in particolare il trattamento
delle acque reflue urbane.

L’obbiettivo di fondo è quello di ottenere scarichi civili ed industriali, acque superficiali, sotterranee e ad uso umano, di qualità ottimale, attraverso un monitoraggio continuo.

Tra gli strumenti indicati per il conseguimento delle finalità figurano:

  • Il rispetto dei valori limite agli scarichi fissato dall’Autorità;

  • la definizione dei valori limite in relazione agli obbiettivi di qualità;

  • l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi
    nell’ambito del servizio idrico integrato (L.n36/94);

  • l’individuazione di misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento nelle
    zone vulnerabili e nelle aree sensibili.

Ad avere la priorità di attenzione da parte dell’Autorità amministrativa e di controllo sono gli scarichi civili e industriali; infatti, intorno a questi scarichi gravitano i maggiori interessi economici e ambientalistici, per cui l’attività di controllo rappresenta appunto uno dei momenti
fondamentali dell’azione di tutela delle risorse idriche.

Tale attività di controllo, deve essere un’indagine costruttiva, finalizzata ad ottimizzare le produzioni e quindi prevenire malfunzionamenti, ancorché verificare l’efficienza dei sistemi di depurazione.

Chi gestisce un impianto ha la responsabilità della qualità delle acque in uscita e per tutelarsi da scarichi, che possano inficiare le capacità depurative dell’impianto, dovrà attivare un sistema di monitoraggio costante e capillare dei liquami in arrivo. Considerando che non tutti possono sopportare l’onere di acquistare e giustificare l’uso di analizzatori in continuo per i parametri richiesti dalla legge, ne consegue che demandare il compito di una maggiore sorveglianza e di un campionamento ben organizzato all’autorità di controllo potrebbe essere il modo migliore di affrontare la questione.

Per fare ciò, lo strumento basilare è il catasto degli scarichi e degli impianti di depurazione che contenga dati attendibili ed aggiornati, da cui trarre informazioni per migliorare i rapporti tra Enti ed intensificare gli interventi di prevenzione a tutela dell’ambiente.




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