MSFD – Marine Strategy Framework Directive (Direttiva 2008/56/CE)
Per far fronte alle esigenze di protezione e salvaguardia dell’ambiente marino, il 17 giugno 2008 il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell’Unione Europea hanno emanato la Direttiva Quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino, successivamente recepita in Italia con il D.Lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010.
Dott.ssa Teresa Trabace teresa.trabace@arpab.it
Responsabile Ufficio Valutazione Indici Ambientali e Qualità dei Corpi Idrici
Collaboratori
- Dott.ssa Giovanna Filippo
- Dott. Antonio Oscar Lillo
- Dott.ssa Barbara Emanuela Scalese
- Tec. Salvatore Longo
- Tec. Alessandro Pipino
- Tec. Nicola Baldassarre
Normativa europea
- Decisione (UE) 2017/848 della Commissione del 17 maggio 2017
- Decisione 477/2010/EU del 1 settembre 2010 sui criteri e gli standard metodologici relativi al buono stato ecologico delle acque marine
- Direttiva 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino
- Convenzione di Århus del 25 giugno 1998 – Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale
Normativa italiana
Fonte https://strategiamarina.isprambiente.it/la-strategia-marina
La Direttiva si basa su un approccio integrato e rappresenta il pilastro ambientale della politica marittima dell’Unione Europea.
La Direttiva pone come obiettivo agli Stati membri di raggiungere il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine per 11 descrittori qualitativi:
- Descrittore 1: La biodiversità è mantenuta. La qualità e la presenza di habitat nonché la distribuzione e l’abbondanza delle specie sono in linea con le prevalenti condizioni fisiografiche, geografiche e climatiche
- Descrittore 2: Le specie non indigene introdotte dalle attività umane restano a livelli che non alterano negativamente gli ecosistemi
- Descrittore 3: Le popolazioni di tutti i pesci, molluschi e crostacei sfruttati a fini commerciali restano entro limiti biologicamente sicuri, presentando una ripartizione della popolazione per età e dimensioni indicativa della buona salute dello stock
- Descrittore 4: Tutti gli elementi della rete trofica marina, nella misura in cui siano noti, sono presenti con normale abbondanza e diversità e con livelli in grado di assicurare l’abbondanza a lungo termine delle specie e la conservazione della loro piena capacità riproduttiva
- Descrittore 5: È ridotta al minimo l’eutrofizzazione di origine umana, in particolare i suoi effetti negativi, come perdite di biodiversità, degrado dell’ecosistema, fioriture algali nocive e carenza di ossigeno nelle acque di fondo
- Descrittore 6: L’integrità del fondo marino è ad un livello tale da garantire che la struttura e le funzioni degli ecosistemi siano salvaguardate e gli ecosistemi bentonici, in particolare, non abbiano subito effetti negativi
- Descrittore 7: La modifica permanente delle condizioni idrografiche non influisce negativamente sugli ecosistemi marini
- Descrittore 8: Le concentrazioni dei contaminanti presentano livelli che non danno origine a effetti inquinanti
- Descrittore 9: I contaminanti presenti nei pesci e in altri prodotti della pesca in mare destinati al consumo umano non eccedono i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria o da altre norme pertinenti
- Descrittore 10: Le proprietà e le quantità di rifiuti marini non provocano danni all’ambiente costiero e marino
- Descrittore 11: L’introduzione di energia, comprese le fonti sonore sottomarine, è a livelli che non hanno effetti negativi sull’ambiente marino.
Le acque marine europee sono state suddivise in 4 regioni: Mar Baltico, Oceano Atlantico nordorientale, Mar Mediterraneo e Mar Nero, e per alcune di queste è prevista una ulteriore suddivisione in sottoregioni.
Le acque italiane appartengono alle prime 3 sottoregioni. Data la natura transfrontaliera dell’ambiente marino, gli Stati membri sono chiamati a cooperare per garantire che le relative strategie siano elaborate in modo coordinato per ogni regione o sottoregione marina. Inoltre, per assicurare acque marine pulite sane e produttive, è indispensabile che tali strategie siano coordinate, coerenti e ben integrate con quelle previste da atti normativi comunitari già esistenti (quali ad esempio trasporti, pesca, turismo, infrastrutture, ricerca) e accordi internazionali.
La Direttiva quadro stabilisce che gli Stati membri elaborino una strategia marina che si basi su una valutazione dello stato ambientale, sulla definizione del buono stato ambientale, sull’individuazione dei traguardi ambientali, sull’istituzione di programmi di monitoraggio, sulla definizione ed adozione di programmi di misure. Ciascuno di questi step viene aggiornato ogni 6 anni.
Per buono stato ambientale delle acque marine si intende la capacità di preservare la diversità ecologica, la vitalità dei mari e degli oceani affinché siano puliti, sani e produttivi mantenendo l’utilizzo dell’ambiente marino ad un livello sostenibile e salvaguardando il potenziale per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future. L’Art. 19 della Direttiva prevede che gli Stati membri coinvolgano il pubblico e tutti i portatori di interesse attraverso consultazioni pubbliche dedicate.
Tipologia delle aree di indagine:
- La copertura spaziale è identificata entro le 12 miglia (acque territoriali) per una adeguata valutazione del Good Environmental Status (GES).
- Il posizionamento delle stazioni per il prelievo del sedimento è coerente con il grigliato stabilito per l’elaborazione dei dati (con maglie comprese tra 10km e 30km per lato).
- Il posizionamento delle stazioni per il prelievo di organismi marini, è coerente con il grigliato stabilito per l’elaborazione dei dati (con maglie comprese tra 10km e 90km per lato).
Piano di campionamento:
- monitoraggio dei contaminanti chimici nei sedimenti: un campione di sedimento per stazione per l’analisi della concentrazione dei contaminanti chimici e della granulometria del sedimento
- monitoraggio dei contaminanti chimici nel biota nelle specie target; (Mullus barbatus; Merluccius merluccius,Mytilus galloprovincialis e crostacei)
Elenco dei parametri:
- Granulometria e descrizione macroscopica del sedimento
- Concentrazione di contaminanti nei sedimento e nel biota
Metodo di campionamento:
- Prelievo di campioni di sedimento con benna e/o box corer
- prelievo pesci e crostacei mediante attrezzi da pesca da natanti utilizzando principalmente attrezzi da traino quali lo strascico e/o il rapido
Tipologia delle aree di indagine:
- stazioni prossime alla foce di 4 fiumi per sottoregione
Piano di campionamento:
- in prossimità della foce di fiumi vengono individuati e classificati i macrorifiuti galleggianti
Elenco dei parametri:
- frequenza, densità e tipologia di rifiuti galleggianti; larghezza area monitorata; velocità
Metodo di campionamento:
- visual census sui rifiuti galleggianti >2,5 cm da fare su almeno metà della larghezza del fiume e da un’altezza non superiore ai 10 m. Viene seguito il protocollo RIMMEL (JCR) con alcune modifiche







